Attività del Consorzio

"Haec est tam clara,ceu fuldida stella"

PANNELO SU SETA DIPINTA A MANO DA MARIA NERONI 2012

Il tralcio col melograno è ripreso dal bassorilievo di un capitello presente all’interno della Pieve di S.Maria in Castello , Toano - R.E.

Le figure degli antenati sono tratte dal manoscritto Vaticano latino 4922 della Vita Mathildis di Donizone.

Il riquadro figurato centrale proviene dal manoscritto 0. II, 11 della Translatio corporis sanctis Ieminiani, Archivio capitolare di Modena.

Il progetto del pannello rievoca, reinterpretandole, alcune celebri immagini tratte dalle miniature a corredo delle due più note fonti coeve a Matilde di Canossa: Il manoscritto Vaticano Latino 4922 della Vita Mathildis di Donizone e il manoscritto O. II,11 della Traslatio corporis sanctis Ieminiani conservato nell’Archivio capitolare di Modena.

Nel pannello centrale la figura della contessa è contornata da un classico motivo medievale, quello dell’albero della vita, un tralcio vegetale, nel quale si è scelto d’inserire anche le figure dei suoi antenati, anch’esse tratte dalle miniature ( i bisnonni Atto Adalberto e Ildegarda, i nonni Tedaldo e Guillia, i genitori Bonifacio e Beatrice di Lorena). Si viene così a costruire quasi un albero genealogico ante litteram, un tralcio “abitato” dagli avi della famiglia in cui alla discendenza patrilineare si affianca in modo paritetico - con incredibile modernità- la linea matrilinare.

La grandezza di Matilde è così fatta derivare, anche a livello della simbologia iconografica, da una lunga teoria di uomini e donne che hanno determinato sia la compagine territoriale che le doti politiche, nella quale e con le quali la grande contessa si trova a operare nel corso della sua vita.

Le immagini del pannello sono completate da alcuni versi in latino – ricreando così le sembianze di una pagina miniata e manoscritta - con cui Donizone tesseva le lodi della contessa Matilde come donna di potere.

“Tutto quanto io posso cantare di una donna sì grande

è sempre meno di quanto ella meriterebbe:

(…) odia i vizi, sa esaltar la virtù,

altera con chi s’esalta, si comporta da mite coi miti;

è dolce coi buoni , ma sa atterrire i malvagi.

Non l’esalta la buona fortuna, né la turbano le avversità:

in ogni cosa ella mostra discernimento;

la sua fama s’espande perenne per tutti i regni.

Doti femminili di un’antica “intelligenza civile”, per certi versi ancora molto attuali, doti che uniscono in una sola donna la fermezza e la giustizia, la forza e la comprensione.

PARTICOLARI DEL PANNELLO